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Mi chiamo Chiarissimo Colacci.

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Chiarissimo Colacci


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La Comunicazione aziendale

Fino ad oggi sono state date varie definizioni della comunicazione aziendale, talune ne hanno avvantaggiato gli aspetti sociali, altre gli aspetti commerciali, altra ancora quelli relazionali; ma la realtà è che essa coinvolge tutti questi aspetti in modo trasversale, e in aggiunta, come anche la storia insegna, si configura ormai come una risorsa indispensabile.
La sopravvivenza di un’impresa è, infatti, fondamentalmente legata alla sua capacità di generare valore, materiale e immateriale. In sostanza, fatta salva la missione produttiva di un’azienda che rappresenta la sua ragion d’essere in termini economici e commerciali, nella vita di un’impresa è contemplata anche la creazione di valori non materiali che confluiscono tutti nel macro-concetto: “Capacità che l’impresa ha di soddisfare le esigenze del mercato”.
Tali esigenze sono soddisfatte attraverso una molteplicità di fattori che un’azienda mette in campo e che non riguardano esclusivamente i beni prodotti, ma che hanno a che fare soprattutto con le relazioni che mette in campo.
Il mercato globale oggi è sovraffollato di aziende capaci di produrre beni e servizi piuttosto simili in termini qualitativi e vive una chiara saturazione della domanda. Saper produrre, dunque, oggi non è più il fattore critico di successo di un’impresa, quello che riesce a fare la differenza, su larga scala come sui mercati locali, è il valore immateriale dell’identità che l’impresa possiede, che riesce a trasmettere al  mercato attraverso i suoi prodotti e tramite la comunicazione, che in qualche modo la differenzia dai competitori
La Comunicazione aziendale racchiude, quindi, tutti quei processi attivati da un’azienda per relazionarsi con l’ambiente esterno ma anche interno, e ciò in virtù del fatto che per essa, e per la sua sopravvivenza, sono assolutamente vitali quelli esterni ma lo sono altrettanto le risorse che, dall'interno, consentono il funzionamento dei processi produttivi e manageriali.
La compartecipazione alla vita e al senso condiviso dell’organizzazione innesca, in definitiva, un circolo virtuoso di moltiplicazione dei messaggi e dell’identità d’impresa. La teoria organizzativa propone quindi una struttura orizzontale del lavoro, e l’utilizzo d’informazioni condivise, di ruoli aperti e più ricchi, di strategia collaborativa, e, cosa importantissima, lo sviluppo di una cultura aziendale che in fondo è la chiave di volta per mantenere competitiva qualsiasi impresa.
Quando le aziende vivono in maniera armoniosa e fattiva con l’ambiente interno ed esterno e non formano un sistema di produzione isolato, non hanno bisogno di processi di adattamento al cambiamento, poiché possiedono nella propria organizzazione il necessario motore propulsivo per il miglioramento e la crescita.

Le piccole e medie imprese, rispetto alle grandi, hanno di sicuro una grande capacità adattiva e molte altre risorse che le rendono sistemi flessibili e capaci di gestire le proprie prassi produttive, organizzative e imprenditoriali, in modo più veloce e semplice, ma di contro esse sono meno orientate alla pianificazione marketing e, per conseguenza, anche alle strategie di comunicazione. 
I destinatari della comunicazione aziendale sono tutti i soggetti che si fanno portatori di un qualche tipo d’interesse per l’azienda.
Essi possono essere esterni e interni ( i clienti, i fornitori, i finanziatori, enti pubblici, rappresentanti sindacali, le associazioni di categoria, i concorrenti, le associazioni religiose e i dipendenti). Ciascuno di essi è conosciuto con il nome di stakeholder (portatore di interesse) ed è in grado di influenzare in maniera diretta la vita dell'impresa.
Finalità della comunicazione
Da dove nasce per l’azienda l’esigenza di comunicare? Per quale motivo sente il bisogno di mettere in comune con i propri interlocutori alcune informazioni che essa stessa conosce?
A mio avviso, i fini della comunicazione aziendale sono essenzialmente tre:
1.      Incrementare le vendite e il fatturato;
2.      Creare un atteggiamento favorevole verso l’impresa;
3.      Aumentare il senso di appartenenza e di motivazione.
Una valida comunicazione diffonde il valore dell’impresa e, allo stesso tempo, crea valore, incrementando il patrimonio di risorse intangibili dell’impresa. È il valore della comunicazione d’impresa.
Quanto più l’impresa comunica bene, tanto maggiore è il livello di sintonia che si evidenzia nelle relazioni instaurate con l’ambiente (interno ed esterno) e tanto maggiore è, di conseguenza, il valore dell’impresa.
La comunicazione è, dunque, un fattore vitale nella vita di un’impresa, capace di coprire esigenze disparate e trasversali, tutte finalizzate a un solo obiettivo: la sopravvivenza e la crescita dell’azienda. Si comunica per porre i prodotti sul mercato, per far fronte a situazioni di crisi, per ammodernare i processi organizzativi, per stringere alleanze, per fidelizzare i portatori d’interesse, etc. Puntualizzando l’ovvio, oggi non comunicare equivale semplicemente a non esistere o peggio ad essere in balia del mercato.

Come valutare e gratificare i collaboratori


Spesso mi trovo a discutere di questo argomento con manager ed imprenditori. Sentono l'esigenza di avere una valutazione di ciascun colaboratore, ma a volte non sanno da dove cominciare. Per poter valutare le persone è necessario stabilire cosa devono fare. Quindi, bisogna individuare le specifiche responsabilità, in termini di attività da svolgere.

In funzione delle responsabilità attribuite potranno essere individuati e definiti i requisiti in termini di istruzione, competenze, esperienza, ecc..Ecco di seguito alcune responsabilità che normalmente sono assegnate in una organizzazione aziendale:

1. Responsabile Commerciale: definisce la politica e attua le strategie commerciali secondo gli obiettivi definiti dall'alta Direzione.
2. Responsabile Produzione: organizza e suèpervisiona tutte le attività connesse alla produzione.
3. Responsabile Controllo Qualità: ha la responsabilità dei controlli di tipo qualitativo sul prodotto lungo tutta la filiera e del rispetto delle prescrizioni previste in materia HACCP e in materia di sistema di qualità adottato.
4. Responsabile Logistica: ha il compito di organizzare la movimentazione delle merci e del prodotto finito.

Queste sono alcuni esempi di responsabilità che possono essere assegnati all'interno di una organizzazione. Più complessa è l'organizzazione maggiori saranno i ruoli da ricoprire all'interno di un organigramma.

Successivamente, eseguita questa attività, sarà necessario mettere a punto una scheda di valutazione delle prestazioni che si base su alcuni punti essenziali. Ad esempio.
  • Il raggiungimento dei risultati insiti nella funzione
  • Il rispetto delle scadenze
  • La capacità di raggiungere gli obiettivi assegnati
  • L'interpretazione del proprio ruolo
  • La capacità di lavorare in gruppo
  • La capacità di avere relazioni positive con gli altri
  • L'interesse verso l'innovazione
  • ecc.
Per ciascuna caratteristica verrà assegnato un punteggio che può andare da 1 a 10 o altro a piacere.
Il punteggio ottenuto si confronta con il massimo punteggio  ottenibile e si divide per 100. In questo modo abbiamo una percentuale di efficienza. La perrcentuale ottenuta può essere valutata come segue:

<60% la prestazione è insufficiente
61%-75% la prestazione è sufficiente. La persona deve impegnarsi di più.
71%-90% la prestazione è buona
>91% la prestazione é eccellente.

Tale valutazione finale può benissimo essere utilizzata, in presenza di una politica di gratificazione, per decidere chi merita una gratifica.

Buona formazione!

L'impresa di successo definisce una strategia vincente.

Come tutti gli aspetti più importanti della gestione d'impresa, la definizione della strategia è uno dei principali fattori di successo per una organizzazione. La strategia, ovviamente, dipende dalla mission aziendale, che definisce ciò che intende fare per i suoi clienti e per i suoi dipendenti.

La definizione di una startegia richiede tempo e comporta uno scambio di informazioni tra la Direzione Aziendale e i suoi manager più importanti. Le aziende che coinvolgono i collaboratori in un lavoro di squadra per definire la migliore strategia, hanno generalmente risultati superiori. La motivazione personale a livelo di manager è più alta e l'efficienza impresa ne risulta migliorata.

La strategia, come hai letto, prende origini dalla definizione degli obiettivi che a loro volta sono influenzati dal mercato di riferimento e dall'ambiente interno. In altre parole, per definire una strategia vincente, necessita conoscere i propri punti di forza e di debolezza.

Buon lavoro!

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